mercoledì 29 marzo 2017

I 10 motivi per cui vale la pena vivere

Sarà che è quasi il mio compleanno e mi vien voglia di far bilanci, sarà che è un periodaccio di quelli che "mainagioia", fatto sta che mi son messa a cercare qualche pensiero posiivo.

Data la mia indole non è che sia così facile, ma alla fine mi è venuta voglia di stilare una specie di top ten dei miei (attuali) motivi per cui vale la pena vivere

1) Il mare: sempre e comunque, in ogni stagione, con ogni tempo e in ogni luogo. Va bene guardarlo da lontano, camminare sulla battigia, giocare con le onde o nuotare, va bene quando è liscio e calmo e va bene quando è in tempesta. E' una sorta di "luogo non luogo" primordiale

2) La lettura: con un libro puoi rilassarti, puoi entrare nella storia e scordare tutto quello che c'è intotrno, puoi divertirti, riflettere, commuoverti, imparare, viaggiare o semplicemente prenderti del tempo per te

3) La birra: per me meglio forte e rossa, ma ce ne sono talmente tante da soddisfare ogni gusto, può essere il piacere di un attimo di relax come la scusa per trovarsi con gli amici

4) Un cane che ti guarda scodinzolando e se è il tuo cane sai che per lui stai un piano sopra dio....e chi non vorrebbe sentirsi così?

5) Un gatto che ti fa le fusa e si lascia accarezzare perchè se è così vuol dire che ti ha scelto, non permette a chiunque di avvicinarsi, ed essere scelti è indubbiamente una gioia

6) Il gelato al gusto caramello al burro salato di Cioccolati Italiani: questa è una scoperta recentissima. Sono una persona che in genere apprezza i dolci, ma questo va al di là, è un'esperienza mistica

7) La musica: a ciascuno (e a ciascun momento) la sua, ma un mondo senza musica sarebbe inconcepibile. Usata come sottofondo o sparata a tutto volume, ascoltata in silenzio o cantandoci sopra, a casa, in auto, ai concerti, da soli o in compagnia....

8) il cielo limpido e azzurro di una giornata di sole: lo guardi e ti riempi gli occhi e l'anima di bellezza

9) I temporali estivi fortissimi quando sei a letto: fuori il finimondo, il fragore dei tuoni, la luce dei lampi, lo scrosciare della pioggia e tu infilato sotto le coperte al caldo e asciutto a goderti la sensazione di sicurezza più assoluta

10) L'amore. L'ho lasciato per ultimo, anche se ultimo non è. Perchè è raro e prezioso, perchè ti può far star male, ti può distruggere, ti può distorcere la vita, ma quando lo incontri non sei più lo stesso: trovi la forza dove non c'era, la speranza nella disperazione, hai un filo invisibile ma potente che pur tenendoti legato ti lascia una libertà che neanche sospettavi fosse possibile. Se hai la fortuna di trovarlo sarai per sempre una persona migliore perchè si rintana in un angolino del cuoere e non ti lascia più, comunque vada la vita. Può nascondersi per un po', ma c'è, ed è la cosa più bella che ti possa capitare.

sabato 7 gennaio 2017

Un anno in libri

Come di consueto, finito un anno mi piace fare un bilancio delle mie letture.
In primo luogo ho la soddisfazione di dire che ho superato il mio record personale e ho letto ben 67 libri. Questo significa che sono riuscita ad organizzare bene il mio tempo e che la sera in tv ci sono sempre meno trasmissioni interessanti.
L'altra soddisfazione è quella di aver letto ben quattro libri per me degni del massimo giusìdizio (le 5 stelline di Anobii):Se è una bambina, C'è bisogno di nuovi nomi, A casa e Anime alla deriva. Libri diversissimi tra di loro, per scrittura, argomento e ambientazione, ma tutti molto forti, capaci di scuotere l'animo nel profondo, creare emozione e lasciare un segno.
Per tre su quattro di queste letture devo ringraziare le mie mitiche "amiche di libri" perchè dopo essermi tuffata a capofitto nelle catene di lettura (un libro che gira tra chi desidera leggerlo e torna poi al mittente arricchito di commnenti) ho conosciuto libri di cui non avevo la benchè minima conoscenza.
La mia scoperta dell'anno deriva proprio da queste catene: Saramago. Ho letto solo Le intermittenze della morte che mi ha piacevolmente sorpresa. Mi ero fatta un'idea del tutto sbagliata (si, un pregiudizio) di questo autore, mentre ora continuerò a leggerlo.
Mi sono parzialmente riconciliata con Virginia Woolf (che proprio non riesco a digerire) leggendo Flush: un libretto carino il cui protagonista è proprio il cane della Woolf.
Ho avuto la conferma (se mai ce ne fosse bisogno) che Roddy Doyle e Marcela Serrano sono una garanzia, mentre sono stata leggermente delusa da altri due grandi, King e Allende. La casa del buio per il primo e Il gioco di Ripper per la seconda non sono da annoverare tra i loro migliori libri, pur essendo comunque piacevoli.
Un libro da cui mi aspettavo di più (e così la smetto di fidarmi delle recensioni!) è stato Shantaram. Non è il capolavoro di cui si parla, dubito fortemente cje sia una storia vera al 100% e soprattutto ho avuto spesso voglia di prendere a sberle l'autore! Ho letto commenti deliranti sul genere "che uomo!" e mi chiedo a che razza di uomini siano abituate quelle che lo considerano tale. Uno che prende sempre la decisione sbagliata e poi si autocommisera...bah!! De gustibus.....
Ci sono stati anche libri decisamente no. Uno me lo aspettavo, una specie di chicklit regalatomi anni fa, Sognando te, che non vale la carta su cui è stampato. L'altro invece, il cammino di Santiago di Coelho, è stato forse la peggior delusione dell'anno, visto che in passato di questo autore ho letto libri piuttosto belli. Una storia che non sta in piedi, spacciata per vera, e la boria di avere la verità in tasca: saccente e noioso. Bocciato in pieno!
In mezzo ci sono tantissimi altri libri (qui tutte le letture del 2016), la maggior parte degni di nota, che mi hanno tenuto compagnia per tutto l'anno, davanti al caminetto o in spiaggia, facendomi sorridere o commuovendomi, in ogni caso regalandomi qualcosa in più

POSSIAMO INIZIARE L'ANNO COSI'.....



"Milioni e milioni di vite, stroncate per ragioni di Potere
Ricordo che ero un Pellerossa, un “Sioux”, come mi chiamavano “loro”; ricordo che vivevo in una terra bellissima, dove
qualcuno venne a cercare l'oro; ricordo che ero un Africano e portarono via me e tutti i miei amici, incatenati su una nave da
corsa; ricordo che ero un Armeno, dissero che nessuno si sarebbe mai ricordato dello sterminio del mio popolo; ricordo che
ero un Iraqueno prima di diventare un “effetto collaterale”; ricordo che ero nato in un paesino del Texas quando arrivarono
persone incappucciate, ma non era tempo di carnevale; ricordo che ero una Bambina quando vennero a prendere noi che
abitavamo nel ghetto e ci caricarono su delle camionette per portarci ad Auschwitz; ero un Omosessuale quando mio padre
se ne accorse; ero una Donna quando mi innamorai di un altro uomo e mio marito mi scopri'; ero un Afghano quando vennero
per i nostri campi di oppio e per il petrolio; ero un Sudafricano durante l'apartheid; ricordo di essere stato un Marinaio di
Kronstadt; ero un Palestinese prima di diventare un “prodotto delle circostanze”; ero una Madre, ero un Padre, un Figlio,
una Figlia, ero un Uomo anziano, ero una Donna anziana, ero appena nato, ero appena nata; avevo dei disturbi emotivi in un
mondo di “sani”, ero lo Scemo del villaggio, la Pazza del paese; ero una Prostituta prima che chi diceva di volermi proteggere
decise che non gli servivo piu'; ero un Nomade della Romania, ero un Ragazzo di Praga, ero un Anarchico, avevo raccolto
una bamboletta in un campo senza sapere che conteneva un timer, ero una Combattente, ero giovane quando mi rifiutai di
combattere una guerra che non mi apparteneva; ero un Colombiano, un Argentino, un Peruviano, un Cileno, un Pakistano,
ero a Bhopal, ero a Seveso, ero andato a pagare una cambiale a Milano, nella banca sbagliata; ero in una piazza sbagliata, a
bordo di un treno sbagliato, di un aereo che sorvolava Ustica; ero un Fuori casta a Calcutta, un Imigrato in Italia, un Somalo,
un Senza tetto; ero a Serajevo, ero uno Studente ad Atene, ero un Mendicante a Parigi, un Irlandese, un Ribelle, un Ragazzo
di Mumbai, un Prigioniero in una delle loro prigioni; ero una Prigioniera, ero un Kurdo, ero ad Hiroshima, ero a Nagasaki,
ero un Operaio che lavorava al “nero” quando caddi giu' dall'impalcatura, ero un Comunista sotto il maccartismo, ero un
Albanese, ero un Libanese prima di essere definito “male necessario”; un bambino iraqueno prima di divenire “un prezzo
necessario”, ero un Uomo povero, ero un Poeta, ero in un commissariato quando sono stato scaraventato da una finestra,
ero una Giornalista che aveva scoperto una cosa che “non si doveva” scoprire, ero un Ragazzo di Genova e avevo vent'anni;
stavo pregando in una Moschea, in una Chiesa; ero un Partigiano, ero una Bambina alla quale si e' fermato il cuore per la
paura, durante un bombardamento, ero un Ragazzino e il mio cuore e' volato insieme ai loro aerei da guerra, ero un Uomo e
il mio cuore s'e' spaccato per il dolore; ero un Torturato e non ho sopportato piu' a lungo, ma mi sono rifiutato di parlare; ero
molto giovane quando capitai in un gioco tanto piu' grande di me; non ricordo che eta' avessi, ma solo che scelsi di uscire
senza troppo rumore da quella che continuavano a chiamare “vita”; avevo un angelo, prima che il mondo le indurisse il cuore,
non riuscii mai a sopportarlo; ero solamente una Donna quando mi appiccarono il fuoco chiamandomi “strega”.............
E di che cosa avete ancora paura? Cos'altro puo' ancora terrorizzarvi?"

(Rosetta Brescia)